elisir
Con al iksir gli arabi indicano la pietra filosofale, il medicamento balsamico.
Si tratta d'una miscela misteriosa con cui gli alchimisti speravano di tramutare i metalli in oro. L'elisir di lunga vita avrebbe addirittura il potere di allungare il soggiorno in questa maledetta, ma pur sempre amata, valle di lacrime.

 

erborinatura
Caratteristica propria dei formaggi in cui la pasta presenta screziature di colorazione verde o blu per la presenza di muffe. E' peculiare di alcuni grandi formaggi europei come Gorgonzola, Castelmagno, Stilton, Roquefort ed altri Bleu francesi. Il termine prende origine dal lombardo Erborin  (prezzemolo), riferito al particolare colore ed alla struttura della pasta. In francese il termine è Persillé.


est est est
Vino trebbiano che si produce dalle parti di Montefiascone (Viterbo).
Secondo la leggenda, un vescovo tedesco, scendendo dal nord verso Roma, aveva mandato avanti di alcune tappe un suo domestico perché selezionasse le osterie provviste di buon vino, scrivendo sull'uscio di quelle che riteneva degne la parola latina est, vale a dire est bonus, è buono. Giunto a Montefiascone, l'assaggiatore restò talmente colpito dalla bontà del vino che scrisse sull'uscio dell'osteria est est est. Il vescovo quando vi arrivò, impressionato da tale bontà, decise di finire i suoi giorni "annegando" in quel nettare laziale.

fagiano
Questo un dialogo fra il sapiente Solone e Creso, il nababbo re della Lidia, assiso su un trono scintillante di diamanti, con in testa un diadema d'inestimabile valore.
Creso - Hai mai visto qualcuno di più bello di me?
Solone - Sì, ho visto i fagiani e i pavoni.

farina
Il termine deriva dal farro (far), uno dei primi cereali coltivati dai romani. Successivamente, con questa parola si iniziò ad indicare più genericamente il frutto della macinazione dei cereali.

fegato
Per rendere più saporito il fegato d'oca, i romani ingrassavano il volatile con i fichi (donde ficatum).
Dice Orazio nelle Satire: "pinguibus etficis pastum iecur anseris albae ", il fegato d'una bianca oca ingrassato con i fichi. Quello dell'uomo fu sempre considerato, chissà perché, sede del coraggio.
Il poeta soldato Gabriele D'Annunzio canta:
Siamo trenta su tre gusci
su tre tavole di ponte:
secco fegato, cuor duro,
cuoia dure, dura fronte,
mani macchine armi pronte,
e la morte a paro a paro.
I pacifisti lo preferiscono alla veneziana, fritto con la cipolla.

fiasco
La locuzione " far fiasco", nel senso di fallire un'impresa, viene spiegata mediante l'aneddoto dell'arlecchino bolognese Domenico Biancolelli (sec. XVII). Improvvisata una frottola intorno a un fiasco che teneva in mano, non riuscì a far ridere il pubblico e, avvilito per la pessima figura, " è colpa tua se non mi applaudono " gridò ai fiasco e lo buttò via. Da allora, quando un attore fallisce la scena, si dice che ha fatto fiasco.

finanziera
Con questo termine si intende una salsa o una guarnizione fatta con animelle di vitello, filetti di manzo o vitello, petti di pollo, e l'eventuale impiego di tartufo. L'etimologia della parola è incerta: in Francia la collegano al concetto di ricchezza, in Piemonte a pietanze leggere e nutrienti che gli operatori di borsa o di banca erano soliti consumare.

fragole lacrime di Venere
Secondo la mitologia le fragole erano le lacrime versate da Venere alla morte di Adone, il più bello tra gli uomini. Per questo i romani le gustavano durante le feste della dea. Anticamente erano una primizia davvero rara, oggi si trovano tutto l’anno e si possono sposare a infiniti piatti.

flute
In francese vuoi dire flauto. E un calice allungato che favorisce la formazione della spuma e, data la forma, lo sviluppo delle bollicine che zampillano dal fondo, come una fontanella.

fonduta
Dal verbo fondere. Pietanza piemontese e valdostana a base di fontina fusa, amalgamata con panna e tuorli d'uova. Meglio se ricoperta con fettine di tartufi.

forchetta
Sconosciuta per secoli. Quando una raffinata principessa bizantina, moglie del doge Domenico Selvo (siamo dopo il Mille) portò in dote una forchetta, a Venezia fu grave scandalo. I moralisti la giudicarono una ostentazione di lusso sfrenato, in tempi in cui tutti mangiavano con le mani e si forbivano la bocca con l'ampio giro delle maniche. Qualcuno addirittura vide in essa uno strumento demoniaco. Sulle tavole la forchetta cominciò ad apparire con regolarità intorno al Seicento.

freezer
Mai metterci il vino.

fricassea
Stufato di vitello, pollo o agnello, verdure con salsa a base di rosso d'uovo e succo di limone.
In senso figurato: mescolanza, confusione di persone o di cose. Donde i versi di Giuseppe Giusti:
Ribolle in lurida
fogna plebea
del basso popolo
la fricassea.

frugalità
I romani usavano chiamare tutti i cereali e i frutti della terra, compresi i legumi, “fruges”.
Ecco perché ancora oggi la parola italiana “frugalità indica un regime alimentare semplice ed economico, basato sul consumo dei prodotti della terra.
I romani antichi, agli albori della loro civiltà, fecero della frugalità un vero e proprio stile di          vita.
 
                                                                                                                                                                                 

da G/L>>>

fonte: taccuinistorici.it