cefalo
Ha una grossa testa, e questa in greco si chiama kephalé. All'anagrafe della lingua gli sono parenti la cefalea e l'encefalogramma.

cenci
Pasta dolce di uova, farina e qualche goccia di anice, tirata, a sfoglia e tagliata a strisce, simili a ritagli di stoffa. Fritti nell'olio o nello strutto, i cenci toscani nel Veneto si chiamano galani e grostoli, a Mantova lattughe, a Milano ciàcer di monigh (chiacchiere delle monache), in Romagna fiocchi e fiocchetti, a Roma frappe, in Sardegna meraviglie.

cereale
Nell'olimpo romano, Cerere era la dea delle messi. Donde il cereale.

cervogia
Un tipo di birra che si preparava anticamente con orzo e avena. Per estensione, indica la birra (vedi) e deriva del latino cervisia. Isidoro da Siviglia la ricollega a Cerere.

cetriolo
Assomiglia, per il colore, al cedro, che in latino si dice citrus.

Chantilly
Nome francese di una salsa (maionese in cui si è incorporata della panna montata non dolce), e di una crema (panna montata e zuccherata) che deriva dal castello omonimo. Pare che la crema sia stata inventata da Vatel. Il nome passò poi al romanesco "sciantigliè" all'epoca dell'occupazione napoleonica, come risulta dall'Apicio moderno di Leonardi.

chateaubriand
Cuore di filetto in salsa, con patate. Ricetta inventata dal cuoco del visconte Francois René de Chateau-briand, ambasciatore e letterato.

chifel (cornetto)
Nel Lombardo-Veneto si chiamano così alcune forme di pane a mezzaluna, residuo gastronomico della dominazione austriaca. In tedesco Kipfel vuoi dire lunetta, cornetto, e tale confezione fu ideata dai fornaio viennese Peter Vendier, in ricordo dell'assedio dei turchi (1683) il cui simbolo era ed è la mezzaluna. L'equivalente francese è il croissant, luna crescente.

ciliegia
Dal latino cerasum, che a sua volta deriva da Cerasunte, città dei Mar Nero dalla quale Lucullo importò la pianta, nel 71 a. C. Questa è una delle benemerenze di un personaggio di cui ricordiamo i pranzi, sicuramente luculliani, ma dimentichiamo che fu anche un eccellente generale, a poco più di trent'anni sconfisse Mitridate, inoltre era assai colto e scrisse libri di storia.

cocktail
In inglese significa coda di gallo. Un taverniere, per festeggiare la vittoria d'un suo gallo contro un altro gallo, mescolò liquori di vario colore, come la coda del trionfante pennuto, e offrì l'intruglio agli amici. Negli anni Trenta, l'autarchia linguistica tentò di tradurlo in coccotello, ma fece ridere, è il caso di dirlo, i polli. Più sensato fu chi propose arlecchino, ma non ebbe fortuna.

companatico
Ciò che si mangia col pane: in latino cum e panis.

cosce di monaca
Varietà di pere, dalla polpa soda e bianchissima.

cracker
Sottile galletta, spesso salata, dall'inglese to crack, spezzarsi, spaccarsi.

croissant
vedi chifel.

cucchiaio
Gli antichi romani erano ghiotti di chiocciole, il cui singolare è cochlea. Cochlear e cochlearium era l'arnese adoperato per mangiarle, da cui l'odierno cucchiaio.

culinaria
Arte della cucina, che in latino si dice culina.

delikatessen
Abbreviato spesso in deli, è un termine di origine tedesca, pare risalente al '700, che si riferiva ortiginariamente ai piatti delicati. Oggi nell'uso internazionale indica negozi specializzati in generi alimentari fini ed esotici. Una rivendita di delikatessen ben fornita ha piatti gelatinati e montati, caviale, salumi non comuni, salmoni affumicati o lessati, ma anche scatolame pregiato, dolci particolari, spezieria fine, erbe aromatiche secche, in qualche caso vini e liquori.

demi-sec
Mezzo secco. Voce francese.

dentice
Per i denti molto grossi.

desinare
Nel latino ecclesiastico ieiunare vuoi dire digiunare. La parlata volgare poi vi aggiunse il prefisso negativo dis ottenendo: rompere il digiuno.

dessert
Dal francese desservir, sparecchiare. Infatti dopo il dessert si sparecchia la tavola.

dieta
Regime alimentare a scopo terapeutico. Dal latino diaeta. Ne parla Cicerone, in una lettera ad Attico: "sed ego diaeta curari incipio, chirurgiae taedet", ma ora comincio a curarmi con la dieta, di misure chirurgiche ne ho abbastanza.

dindio
Così è chiamato il tacchino nel nord Italia. Sta per " pollo d'India " (cioè America) e arrivò in Europa dopo la scoperta di Colombo. A Natale gli americani mangiano il tacchino, in ricordo dei Padri Pellegrini che, sbarcati nel Massachusset (1620), catturarono e imbandirono quegli strani e goffi uccelli selvatici. Tacchino è voce onomatopeica, dal verso dell'animale:tak tak.

Dom Périnon
Al frate benedettino Doni Pierre Pérignon, cellerario dell'abbazia di Hautvillers, si attribuisce il metodo di spumantizzazione del vino, mediante fermentazione in bottiglia. Egli scrisse di viticoltura e di enologia. La leggenda vuole che dopo aver assaggiato il "nuovo" vino, cioè lo champagne frutto dei suoi esperimenti, chiamasse i confratelli ed esclamasse: "Io sto bevendo le stelle".
Morì nel 1715, lo stesso anno della morte del Re Sole.

dragoncello
Pianta erbacea, così chiamata perché usata come antidoto contro il morso dei serpenti (serpente = drago).

dry
Secco. Voce inglese. 
                                                                                                                                                                                

da E/F>>>

fonte : taccuinistorici.it